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Giovedì, 05 Febbraio 2015 11:18

Lorenzin presenta nuovi Lea in Senato: “Lavoro poderoso da 415 milioni”

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L'audizione del ministro in Commissione Igiene e Sanità. Non perdiamo l'opportunità di sbloccare una situazione ferma da 15 anni

 

“Un lavoro enorme, poderoso, che avrà un costo di 415 milioni di euro”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha presentato il lavoro sull’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e delnomenclatore delle protesi, oggi, durante l’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove – in seguito all’incontro in Commissione tecnica della Conferenza Stato-Regioni avvenuta nella mattinata – ha illustrato il documento.

“Si tratta – spiega il ministro – di un progetto inserito nel budget 2014-2016 previsto nel Patto per la Salute, che è stato possibile fare con 415 milioni e non con 1 miliardo che avevamo preventivato. Questo perché c’è stata una compensazione: molte innovazioni erano già state inserite nel sistema e tante Regioni si erano aggiornate da sole. D’altra parte abbiamo fatto un lavoro di eliminazione di prestazioni obsolete. Ma affinché il meccanismo funzioni – precisa Lorenzin – le Regioni dovranno fare un lavoro di monitoraggio serio su bandi e gare, soprattutto per le protesi”.

C’è di più. “Non si tratta – precisa il ministro – di un aggiornamento una tantum, ma di un meccanismo continuo e sistematico, creando un comitato permanente che permetta di rinnovare continuamente i Lea attraverso un processo continuativo che farà sia tenere i conti, sia garantire l’innovazione tecnologica”.

L’aggiornamento della lista delle malattie rare, insieme alle protesi, “sono i due aspetti che ci coinvolgono di più”, afferma il ministro. Ma vediamo nel dettaglio alcuni dei punti più importanti del documento. Tra le maggiori novità c’è l’introduzione di nuovi vaccini, più precisamente di quello anti-meningococco, anti- pneumococco, anti-Hpv e di quello per la varicella. Nell’area dell’assistenza specialistica e ambulatoriale sono state aggiornate le liste delle prestazioni, che ora ne comprendono di nuove come l’adroterapia, il laser per la degenerazione maculare senile e le indagini per diagnosi della celiachia.

La parola d’ordine, in ogni caso, è appropriatezza. Saranno incrementati i controlli sull’appropriatezza prescrittiva e si prevede anche un nuovo sistema per monitorare l’effettiva necessità di effettuare un secondo esame per la stessa esigenza diagnostica. Il documento introduce sei nuove malattie croniche – endometriosi, Bpco, Rene policistico autosomico dominante, osteomielite cronica, malattie renali croniche e sindrome da talidomide – e circa 110 malattie rare. In questo secondo gruppo il Dpcm prevede che alla scoperta di ulteriori nuove patologie rare queste possano essere riconosciute senza bisogno di nuovi aggiornamenti. Entrano nei Lea anche la ludopatia e, per la prima volta, l’area della neuropsichiatria infantile, compreso l’autismo.

Sono descritte le diverse tipologie di assistenza domiciliare, divisa per livelli di intensità; entrano nel nomenclatore ausili informatici di comunicazione e controllo ambientale, applicazioni di domotica, ausili per la mobilità personale. Entrano nei Lea, inoltre, gli esami come il bi-test o il tri-test per l’individuazione di sindromi genetiche, oltre ad alcune tecniche di diagnosi prenatale. Previsto anche l’ingresso dell’epidurale e della fecondazione assistita, sia eterologa che omologa.

E proprio per le coppie che si sottopongono a fecondazione eterologa c’è l’ipotesi di un ticket a parte per la donazione di gameti. “La compartecipazione da parte della coppia che riceverà le cellule riproduttive sarà in misura da fissare a cura delle Regioni. Ma abbiamo stimato che si dovrebbe aggirare attorno ai 250 euro a testa” ossia a donatore. Potrebbero però anche essere scelte altre soluzioni, come una tariffa massima nazionale”, spiega Silvia Arcà, della Direzione generale della programmazione del ministero della Salute, che ha accompagnato il ministro in audizione. Le prestazioni relative alle coppie che si sottopongono a tali tecniche – è previsto nei nuovi Lea – sono le medesime previste per la Pma omologa, che sono state confermate nei Lea. Quanto invece alle diverse e ulteriori attività che la Pma eterologa richiede rispetto all’omologa, il provvedimento mira a includere tra i Lea l’attività di selezione dei donatori di cellule riproduttive e di prelievo, conservazione e distribuzione delle cellule stesse. E’ dunque previsto, con riferimento esclusivo a queste attività, un contributo a carico delle coppie che usufruiscono della Pma eterologa, proprio in ragione della necessità di procedere a ulteriori e diverse attività rispetto all’omologa.

Per quanto riguarda i nomenclatori, il ministro garantisce che “potranno entrare in vigore solo quando saranno definite le tariffe delle nuove prestazioni. C’è una commissione che ci sta già lavorando, e nella riunione di oggi con le Regioni siamo stati chiari e ci siamo dati” una timeline “con riunioni settimanali fino a luglio. Con questo ritmo concluderemo tutti i tavoli tecnici. Stiamo già lavorando sia sui Drg che sulle tariffe e vorrei portare parallelamente avanti il lavoro: mentre si discute delle possibili rilevazioni tecniche, chiudiamo anche le tariffe. Non è un progetto ambizioso, dobbiamo farlo e quindi si fa, basta lavorare a ritmo sostenuto come stiamo già facendo”.

Ma già non mancano le prime polemiche. Secondo il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto “sarà molto difficile poter erogare i nuovi Lea se non aumentando ulteriormente le tasse. Il problema – secondo Coletto – resta il taglio di 2 miliardi” ipotizzato per il Fondo sanitario e legato alla Legge di stabilità. Ma non tarda ad arrivare la risposta del ministro: “i 415 milioni di euro che possono essere spalmati in due anni siano una cifra decisamente sostenibile, qualsiasi sia la scelta delle Regioni”, alle quali, però, “nessuno ha detto di tagliare due miliardi di euro. Credo che da parte delle Regioni non ci possa essere che un interesse nel portare a casa una cosa attesa da anni e che interessa i cittadini – continua Lorenzin – E penso che perdere l’opportunità di fare un lavoro come questo, in cui in due anni abbiamo sbloccato una situazione ferma da 15, sarebbe una grandissima occasione mancata e non so se ce ne sarebbe un’altra”.

Letto 2398 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Febbraio 2015 11:43

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