Federazione Italiana Medici Pediatri di Roma e Provincia

Servizi sindacali e informazione per medici pediatri...

Mercoledì, 15 Luglio 2015 10:33

Convenzioni, per salvare indennità medici si guarda a sentenza Consulta In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

I sindacati dei medici guardano alla sentenza della Consulta che riapre la contrattazione a partire da giugno di quest'anno e la sblocca da qui al 2020. Bisogna capire se ci sono nuovi soldi a disposizione anche per salvare le indennità dei medici di gruppo e rete che altrimenti finirebbero nelle nuove aggregazioni. A non dare molte speranze ai medici di famiglia e pediatri sulla trattativa per la nuova convenzione è il parere del Ministero dell'Economia di inizio mese che ha fatto tre appunti all'atto d'indirizzo, troppo "buono" con i medici. Primo appunto: le regioni non specificano quali sono gli investimenti dei medici per gruppi e reti che esse intendono tutelare, e va precisato il periodo della tutela. Secondo: se si scrive che le risorse vanno finalizzate (non come in passato) poi è contraddittorio affermare che ogni medico deve mantenere la sua indennità di rete o gruppo. Terzo: non vanno assegnate nuove risorse per retribuire personale e altri fattori produttivi poiché il blocco dei contratti nel pubblico vieta incrementi retributivi. «Il Ministero dell'Economia ha fatto osservazioni che impongono la revisione dell'atto d'indirizzo, ma dal punto di vista della formulazione delle nostre richieste per noi più dell'atto conta quello che scriveremo con la negoziazione», dice Giacomo Milillo Segretario dei medici di famiglia Fimmg. «Bisogna poi capire come impatta la sentenza della Corte Costituzionale: devono leggerla come noi nel merito i ministeri. Per noi in ogni caso continua a fare fede l'accordo siglato (in marzo, ndr) con il governo nella persona del segretario Vito De Filippo, che ha dimostrato di averlo trasmesso insieme all'Atto d'indirizzo al Ministero dell'Economia ». Giampietro Chiamenti, leader dei pediatri Fimp, è molto critico con il parere ministeriale: « Ha un'impostazione contabile, non tiene in alcun conto la necessità di riorganizzare le cure primarie, né tiene conto del pregresso e di quanto i medici e i pediatri hanno fatto di buono in questi anni. Noi siamo dell'avviso che se il sistema vuole cambiare radicalmente deve valorizzare le eccellenze. Se troveremo una quadra economica in grado di non deludere nessuno bene, altrimenti non accetteremo di pagare noi nell'ambito di una necessità di riequilibrio dei conti». Le recenti elezioni possono aver mutato gli equilibri tra regioni. «Vorremmo capire che accadrà con il presidente della conferenza dimissionario, l'insediamento del nuovo presidente del comitato di settore al posto del ligure Claudio Montaldo e gli aggiustamenti che forse ci saranno nella Sisac», dice Chiamenti. «In ogni caso abbiamo modelli da suggerire e non staremo ad aspettare i loro». Anche Milillo aspetta di capire quale interlocutore avrà di fronte in autunno.
«Certo è che mentre alcune regioni ci mandano segnali di apertura, altre come l'Emilia Romagna (a lungo capofila ndr) continuano a mostrare irrigidimenti ideologici e silenzi d'ufficio, dimostrando di aver perso credibilità».

Mauro Miserendino

Letto 2439 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2015 13:33

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo