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Giovedì, 07 Gennaio 2016 12:41

ANSA-FOCUS/ Smog: pediatri, polveri giù ma strascichi per bimbi Fimp, sono i più vulnerabili, da marzo 'scuole di ambiente' (Di Pier David Malloni) In evidenza

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>ANSA-FOCUS/ Smog: pediatri, polveri giù ma strascichi per bimbi
Fimp, sono i più vulnerabili, da marzo 'scuole di ambiente'
   (Di Pier David Malloni)
   (ANSA) - ROMA, 4 GEN - Anche se le polveri sottili stanno
tornando sotto i limiti, nei polmoni dei bambini, specie di
quelli malati cronici, si continueranno ad avere i postumi delle
settimane di inquinamento record. Lo afferma Graziella Sapia,
responsabile ambiente della Federazione Italiana Medici
Pediatri, che dal prossimo marzo organizzerà dei corsi per i
medici proprio sulle interazioni fra ambiente e salute dei più
piccoli.
    "L'organismo del bambino è quello più facilmente colpito da
questo tipo di situazione - spiega l'esperta -, indubbiamente
l'aumento delle polveri è un elemento basilare perchè si
riacutizzino patologie croniche. Dopo un periodo come quello che
abbiamo visto uno strascico c'è sempre, chi ha patologie
croniche potrebbe avere ancora qualche sintomo, ma anche i sani,
indeboliti dall'esposizione, potrebbero sviluppare qualche
problema".
   Nelle grandi città, spiega Teresa Rongai, segretario
provinciale Fimp Roma, c'è stato un aumento delle infezioni
delle alte vie respiratorie, oltre che delle crisi dei bambini
con malattie croniche come l'asma. "Alle polveri si è aggiunto
anche il caldo inusuale, che favorisce le infezioni respiratorie
con lo sviluppo di tosse, soprattutto notturna, anche per i
bambini più piccoli - afferma l'esperta -. Questo mix ha
determinato un aumento almeno del 10% delle visite per questo
tipo di patologie".
   L'unica arma contro gli effetti dello smog, spiega Sapia, è
la prevenzione. "Bisogna informare i genitori per prevenire
esposizioni eccessive, quando ci si trova in queste condizioni
bisogna evitare di portare i bambini fuori. Il pediatra di
famiglia ha anche questo ruolo, e la Fimp sta organizzando delle
scuole sull'ambiente, che inizieranno a marzo, in cui i medici
potranno acquisire tutte le competenze per quanto riguarda i
problemi derivanti dall'esposizione agli inquinanti, dalle
polveri all'amianto".
   Per la prevenzione, sottolinea Rongai, servirebbe anche più
informazione. "Una cosa che andrebbe migliorata è che il
pediatra non ha nessuna informazione su eventuali picchi di
inquinamento, a meno che non la cerchi da solo. Le istituzioni
dovrebbero informarci di situazioni potenzialmente pericolose,
così da poter allertare le famiglie". (ANSA).

Letto 2190 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Febbraio 2016 11:01

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