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Mercoledì, 13 Aprile 2016 10:19

Responsabilità medici: rivalsa, contenziosi e polizze i punti da chiarire In evidenza

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«Salvo i casi di colpa grave o di dolo, con adeguata polizza di assicurazione per la responsabilità civile, le aziende
sanitarie tengono il personale dipendente fuori dalle conseguenze derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi,
anche per responsabilità extracontrattuale, ivi comprese le spese di giudizio e peritali, relativamente alla loro attività,
senza diritto di rivalsa». L'intersindacale medica ha inviato un documento alla Commissione Igiene e Sanità del Senato
in cui chiede che nella bozza di legge in itinere (ddl Gelli 2224) si riporti quanto scritto negli ultimi contratti. Gli
esponenti Anaao Cimo Fesmed Aaroi Fassid Cgil Cisl Uil e Fvm aggiungono che la copertura Rc delle strutture
sanitarie «deve essere tra le condizioni per l'autorizzazione, l'accreditamento, la convenzione». E deve includere i
sanitari precari. I medici dipendenti chiedono inoltre al legislatore di chiarire bene tre punti.
Rivalsa - Per l'articolo 9, l'ospedale, dopo aver risarcito il paziente danneggiato, potrà rivalersi sul medico solo in caso
di dolo o colpa grave di quest'ultimo per un massimo di tre annualità di stipendio (i giudici ne pagano mezza). Lo stesso
articolo sostiene che la Corte dei Conti non può chiedere al medico quanto pagato dall'Asl a titolo di danno erariale. Una
tutela in più? Per l'intersindacale no, anzi il giudice contabile potrebbe essere una garanzia. Infatti, accerta il danno in
quote circoscrivendo quello riconducibile alla condotta del medico e indagando il concorso dell'ospedale. Invece se il contenzioso è presso il
giudice civile questi chiede al medico e ai suoi eredi tutta la somma versata dall'ente pubblico. In futuro, il medico potrebbe essere chiamato a
discolparsi dal giudice civile proprio nei casi in cui la Corte dei Conti instaura un contenzioso con l'ospedale. Dopo un risarcimento per malpractice,
manager e direttori amministrativi per difendersi potrebbero chiamarlo in causa, adendo il tribunale ordinario. L'eventualità va scongiurata. I
sindacati chiedono poi che non vi siano penalizzazioni di carriera per il medico che subisca rivalsa.
Assicurazioni - L'intersindacale chiede che la conciliazione si esperisca solo una volta fallito un tentativo di transazione diretta. D'ora in poi il
medico deve immaginare una polizza su 4-5 ambiti: penale, civile, per la conciliazione e per difendersi dalla rivalsa dell'assicurazione (più il
"rientro" della Corte dei Conti). A questo punto i sindacati chiedono si metta per iscritto che il medico non debba mai contrattare una polizza primo
rischio ma solo per rivalsa.
Linee guida - Il ddl Gelli prevede che, in caso di danno a paziente, se un medico rispetta le linee guida delle società scientifiche, non debba
risarcire. L'intersindacale preferisce si affidi la stesura delle suddette linee guida non alle società scientifiche bensì a un Sistema Nazionale,
coordinato da una pubblica istituzione, e lo si apra a contributi pubblici preventivi come in Usa e Gran Bretagna. In attesa del nuovo istituto, si
continuerebbe a far riferimento alla "Comunità scientifica" come da legge Balduzzi. Si chiede inoltre che il medico possa sempre sapere a che punto
è il contenzioso, accedere alle valutazioni medico legali e ai documenti inviati alla Corte dei Conti ove investita. Infine, «sarebbe opportuno
garantire ai pazienti un tempo certo e breve, per l'acquisizione della documentazione clinica, almeno fino a quando il fascicolo elettronico non
diventerà strumento ordinario in tutte le Regioni».
Mauro Miserendino

Letto 2455 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Aprile 2016 08:34

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