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Venerdì, 28 Aprile 2017 12:20

27.04.2017 DOPO 18 ANNI E’ STATO PRESENTATO IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE 2017 – 2019 In evidenza

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Alla presenza del Presidente Nicola Zingaretti, dell’Assessore alle Politiche  Sociali Rita Visini, del Presidente Rodolfo Lena e del Direttore della Direzione Salute e Politiche Sociali Vincenzo Panella oggi presso la Sala Tirreno della sede della Regione Lazio è stato presentato il nuovo Piano Sociale Regionale per il triennio 2017 -2019.

 

Si tratta di uno strumento importante per rafforzare ancora di più l’impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. A disposizione del Piano ci saranno le risorse del Fondo sociale regionale, costituito da risorse statali (Fondo nazionale per le politiche sociali e altri fondi nazionali finalizzati), risorse regionali e fondi europei. Gli investimenti complessivi per questo triennio ammontano a circa 583 milioni di euro.

 

Nel suo intervento il Presidente Lena ha ricordato il lungo lavoro della Commissione che ha portato all’approvazione in aula della Legge 11/2016 “Sistema integrato degli Interventi   e dei Servizi Sociali della Regione Lazio” ed ha soprattutto auspicato che, analogamente a quello che si sta facendo in campo sanitario, anche per il sociale sia messa in atto una politica di assunzioni del personale così da garantire realmente nelle ASL, nei Distretti ed in tutto il territorio regionale un reale funzionamento dei servizi sociali integrati, dove necessario, con quelli sanitari.

Inoltre ha chiesto alla Giunta un impegno a garantire e programmare  i finanziamenti almeno di triennio in triennio, e ove possibile le relative assunzioni e stabilizzazioni del personale, così da assicurare una migliore presa in carico dei pazienti ed una migliore garanzia del servizio erogato da parte degli operatori.

Otto obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale:

  1. più investimenti per contrastare la povertà, attraverso misure integrative del reddito di inclusione da poco approvato dal Parlamento;
  2. reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, migliorando il lavoro tra i soggetti che hanno responsabilità socio-assistenziali, compresi i destinatari degli interventi e le loro famiglie;
  3. potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, per ridurre l’isolamento e la solitudine delle persone a maggior rischio di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone anziane e con disabilità;
  4. qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, per assicurare servizi di qualità in tutti i territori in modo omogeneo in tutto il Lazio, diminuendo le incertezze in merito al diritto alle prestazioni sociali e sociosanitarie;
  5. punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutte e a tutti, e consentire di accedere più facilmente ai servizi sociali, soprattutto per le persone più esposte al rischio di emarginazione sociale, attraverso l’integrazione dei sistemi di welfare;
  6. favorire l’autonomia personale, evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica e aumentando l’appropriatezza, la qualità e l’efficacia degli interventi, in una logica di welfare generativo mediante l’adozione di misure che aiutino le persone evitino ogni forma di dipendenza assistenzialistica;
  7. maggiore programmazione e valutazione dei servizi, permigliorare l’efficienza del sistema mediante l’adozione di metodi rigorosi;
  8. più trasparenza e dati affidabili per incrementare la disponibilità e l’utilizzo di informazioni tempestive che consentano una buona programmazione e gestione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

Ricadute concrete su tutte le tipologie di servizi. In particolare saranno potenziati: i servizi per le persone anziane, in particolare quelli di semiresidenzialità e di assistenza domiciliare, grazie all’utilizzo del Fondo sociale europeo; sono previsti investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità, ed evitare situazioni di isolamento ed emarginazione, con il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari; sarà predisposto un Piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di supportare maggiormente le famiglie affidatarie e adottive attraverso la rete dei Centri famiglia regionali, in corso di istituzione.

E poi tanti interventi di promozione delle nuove generazioni: co-housing per studenti e lavoratori fuorisede, orientamento e inclusione lavorativa, servizio civile, contrasto alla dispersione scolastica e alle devianze; proseguirà il rafforzamento della rete di contrasto alla violenza di genere, già avviata con il raddoppio delle strutture di accoglienza realizzato negli ultimi anni.

Inoltre verranno garantite nuove modalità di coprogettazione e partecipazione alla gestione dei servizi sociali tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, in un’ottica di maggiore trasparenza, e saranno supportate forme di programmazione partecipata e di coinvolgimento degli utenti dei servizi.

 

Letto 120 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 14:37

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