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Mercoledì, 02 Agosto 2017 09:34

LA FIMP, “I DECRETI ATTUATIVI SULLA NUOVA LEGGE VACCINI DEVONO TENER CONTO DEL RAPPORTO DI FIDUCIA PEDIATRIA-FAMIGLIA” In evidenza

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Il dott. Giampietro Chiamenti: “Possiamo avere un ruolo attivo nell’esecuzioni delle vaccinazioni nei nostri studi. Così possiamo aumentare notevolmente l’adesione da parte dei cittadini esitanti”

Roma, 31 luglio 2017 – “La definitiva conversione in legge del decreto sui vaccini obbligatori ha chiuso un aspro dibattito politico e consegnato al Paese l'auspicato strumento per una maggiore tutela della salute dei bambini e degli adolescenti. Adesso però inizia la fase applicativa che deve rendere esecutive le norme della legge con il minor disagio possibile per i giovani pazienti e la massima efficacia di risultato per la salute del singolo e la salvaguardia della comunità”. E’ questo l’auspicio della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). “Come abbiamo più volte affermato durante il dibattito parlamentare il Pediatra di libera scelta, nell'ambito del suo rapporto fiduciario con il proprio assistito e le famiglie, si rende disponibile a sostenere questo importante impegno - afferma il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Tutte le ricerche dimostrano che il pediatra e il medico di famiglia sono le figure professionali sanitarie nelle quali l’assistito ripone la maggiore fiducia. Questo rapporto privilegiato che abbiamo con la popolazione ci deve imporre un ruolo attivo anche nella esecuzione delle vaccinazioni. Quest’azione se svolta nei nostri studi può aumentare notevolmente l'adesione ai vaccini da parte dei cittadini cosiddetti "esitanti". “Per questo la FIMP ritiene che, in attesa della applicazione della nuova legge, sia necessario definire quanto prima il ruolo e le funzioni delle Cure primarie nel contesto di un sistema di rete fra Servizi vaccinali e medici curanti - prosegue Chiamenti -. In questo ambito e nel rispetto delle specificità locali vanno individuate le soluzioni organizzative più efficaci per facilitare le incombenze innanzitutto delle famiglie e poi delle istituzioni scolastiche e sanitarie. Per quanto riguarda i compiti e le funzioni degli operatori del sistema sanitario siamo in attesa del decreto attuativo della legge che a breve dovrebbe essere emanato dal Ministero della Salute”.

“In questa circostanza giunge opportuna la revisione dell’“Atto di Indirizzo” per il rinnovo delle convenzioni della medicina territoriale approvato lo scorso 27 luglio dal Comitato di settore della Conferenza delle Regioni - sottolinea Chiamenti -. Il provvedimento potrà permettere di riavviare la trattativa per il rinnovo della ACN, ed è un presupposto necessario per una nuova programmazione di compiti e funzioni che i pediatri e i medici convenzionati andranno ad assumere ai vari livelli. In tale contesto, e per quanto riguarda gli obiettivi di salute che il servizio sanitario nazionale si propone, confidiamo sulla possibilità che tramite accordi regionali ed aziendali si possa trovare la soluzione più adatta alle specificità locali per un rinnovamento dell’offerta vaccinale con il coinvolgimento attivo della pediatria di famiglia nel rispetto di una efficace integrazione a vantaggio dei cittadini utenti e degli obiettivi da raggiungere”. “Il Servizio Sanitario sta attraversando un momento caratterizzato da un acceso dibattito a vari livelli e da un attivismo legislativo da cui conseguentemente dovrà derivare un nuovo approccio organizzativo del sistema delle cure e della prevenzione con l’adozione di nuovi modelli, più moderni e funzionali - conclude il presidente FIMP -. La Legge sui Livelli Essenziali di Assistenza, l’obbligo vaccinale e la riapertura della stagione dei rinnovi contrattuali sono un’occasione da non perdere per affrontare e risolvere in modo positivo i cambiamenti che l’attuale contesto sanitario e legislativo ci pone come opportunità da realizzare. La FIMP è pronta ad affrontare questa complessità mettendo in campo proposte e possibili soluzioni, ma ribadisce nel contempo la necessità di una valorizzazione del proprio impegno dimostrato negli anni per costruire un modello che nei fatti ha prodotto e produce salute nei confronti dell'infanzia e dell'adolescenza a cui le Istituzioni non si possono sottrarre”.

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