Federazione Italiana Medici Pediatri di Roma e Provincia

Servizi sindacali e informazione per medici pediatri...

Cari Colleghi,

 

vi comunico che il 9, 10 e 11 Giugno 2017 presso i Giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica si terrà l’evento TU EAT - L'appetito vien giocando che vi invito a diffondere ai genitori dei vostri pazienti. (Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.tueat.it )

 

L’evento, patrocinato anche dalla FIMP Nazionale, nasce dall’idea di creare un appuntamento dedicato alle famiglie e ai bambini e alla loro sensibilizzazione verso una corretta cultura dell’alimentazione, attraverso lo stare insieme, il gioco e l’intrattenimento.

Se, infatti, è sempre più diffusa la consapevolezza di quanto sia importante mangiare bene per prevenire il sovrappeso e l’obesità infantile, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione, tanto ancora si può fare – a partire dalla famiglia – per educare i futuri adulti alla formazione di abitudini alimentari sane.

 

A tal proposito anche la FIMP Roma farà la sua parte e verrà distribuito materiale divulgativo del nuovo portale www.ilpediatraonline.it .

Vi comunico che il sito - attivo da giugno 2016 - sta già divenendo uno dei punti di riferimento dove informarsi sulla salute e il benessere di bambini e famiglie e ha ricevuto più di 10.000 like sui social. In allegato troverete una locandina che vi invito a stampare e appendere nei vostri studi.

 

Nella 3 giorni di TuEAT si capirà bene il perché – portare in tavola gusto e salute è facile e divertente.

Basta scegliere alimenti di qualità, frutta e verdure di stagione, cotture corrette e… lasciarsi ispirare da fantasia e originalità.

 

Un caro saluto a tutti.

 

Teresa Rongai

Segretario FIMP Roma e provincia

Il Presidente Giampietro Chiamenti: “Il provvedimento potrà fermare la preoccupante ricomparsa di alcune malattie infettive.

 

Siamo pronti a dare il nostro aiuto e a favorire il dialogo con le famiglie”

 

Roma, 20 maggio 2017 – “La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) plaude il Governo per la decisione assunta col Decreto sull'obbligo vaccinale e si congratula col Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per la determinazione dimostrata nel perseguire un obiettivo di salute sociale di grande portata, con un indirizzo generale nazionale che uniforma le diversità regionali”. È quanto dichiara, all’indomani dei provvedimenti approvati da Palazzo Chigi, il presidente della FIMP dott. Giampietro Chiamenti. “È giusto aver sottolineato che la decisione assunta dall’Esecutivo è stata determinata dai preoccupanti segnali negativi che il calo dei tassi di copertura vaccinale nel Paese stavano dimostrando - sottolinea Chiamenti -. In Italia stiamo assistendo alla ricomparsa di malattie infettive che pensavamo superate e che negli ultimi mesi hanno occupato le corsie ospedaliere con esiti purtroppo a volte infausti. Il Pediatra di Famiglia, nella sua mission di salvaguardia della salute dei bambini e degli adolescenti, non può accettare il riemergere di rischi gravi ed evitabili con una semplice vaccinazione senza farsi partecipe del problema”. “Adesso si apre una nuova e delicata fase che comporterà la necessità di modernizzare il sistema, ridisegnare la rete organizzativa, prevedere una modalità nuova di offerta vaccinale che garantisca una maggiore facilità di accesso ai cittadini e favorire la più ampia comunicazione alle famiglie - aggiunge il presidente FIMP -. Noi pediatri di famiglia ci mettiamo a disposizione del Sistema Sanitario Nazionale per l’esecuzione delle vaccinazioni previste dal Calendario. L’obiettivo finale è raggiungere rapidamente un'inversione di tendenza delle coperture vaccinali. Grazie all’ambito fiduciario all’interno del quale si svolge il quotidiano rapporto con le famiglie e alla facilità di accesso dei nostri studi noi pediatri possiamo favorire le immunizzazione ed evitare a giovani e genitori inutili liste di attesa. Gli strumenti ci sono ma va ripensato il coinvolgimento di tutti gli operatori con ruoli e compiti ben definiti nell'ambito di una diversa organizzazione”. “In particolare è necessario arrivare al rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale fermo nelle trattative  in attesa di definire un nuovo Atto di Indirizzo che sappia cogliere le istanze maturate negli ultimi mesi sia nelle trattative in corso che derivanti dalle diverse novità legislative intercorse, non ultimo questo Decreto, come da tempo stiamo richiedendo al Comitato di Settore della Conferenza delle Regioni. Noi - conclude il dott. Chiamenti - siamo pronti a fare la nostra parte e vogliamo supportare sia il servizio sanitario nazionale, vaccinando i nostri assistiti, sia le famiglie. Possiamo aiutarle a prendere coscienza che la pratica vaccinale va perseguita per convinzione e non per costrizione”.

 

 

A tutti gli iscritti

FIMP Roma e provincia

LORO SEDI

 

Cari Colleghi,

 

si è tenuta ieri, Giovedì 4 maggio 2017 dalle ore 10.00 alle ore 16.00 presso l’Auditorium Biagio D’Alba del Ministero della Salute (Viale Giorgio Ribotta, 5)

il Convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute

 

“Dieci anni di OKkio alla SALUTE: i risultati della V raccolta dati e le sfide future”

 

 

 

Per la FIMP Roma, oltre me, hanno partecipato il Dr. Giuseppe Olivero, la Dr.ssa Anna Maria Montano, la Dr.ssa Donatella Morano,

la Dr.ssa Serenella Castronuovo, il Dr. Stefano Monti .

 

Dal 2007 ad oggi sono state effettuate cinque rilevazioni grazie alle quali è stato possibile raccogliere informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria,

sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche che favoriscono la sana nutrizione e il movimento.

Nel corso degli anni il fenomeno è diminuito (dal 35,2% nel 2008-9 a 30,6% nel 206), anche se si osserva un leggero aumento,

non statisticamente significativo, del sovrappeso nell’ultima rilevazione rispetto al 2014;

l’obesità, invece, ha continuato il trend in discesa, registrando una diminuzione in tutte le Regioni.

 

È importante che noi Pediatri di Famiglia continuiamo a concentrarci su 4 punti fondamentali per migliorare ancora di più questi risultati:

-         Le cattive abitudini alimentari;

-         L’attività fisica e la sedentarietà;

-         La percezione del fenomeno da parte dei genitori;

-         Il ruolo chiave della scuola.

 

Vi invito, per questo, alla lettura della Sintesi dei risultati del 2016 che troverete in allegato.

Sperando di avervi fatto cosa gradita, auguro a tutti buon fine settimana.

 

Teresa Rongai

Segretario FIMP Roma e provincia

 

 

Alla presenza del Presidente Nicola Zingaretti, dell’Assessore alle Politiche  Sociali Rita Visini, del Presidente Rodolfo Lena e del Direttore della Direzione Salute e Politiche Sociali Vincenzo Panella oggi presso la Sala Tirreno della sede della Regione Lazio è stato presentato il nuovo Piano Sociale Regionale per il triennio 2017 -2019.

 

Si tratta di uno strumento importante per rafforzare ancora di più l’impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. A disposizione del Piano ci saranno le risorse del Fondo sociale regionale, costituito da risorse statali (Fondo nazionale per le politiche sociali e altri fondi nazionali finalizzati), risorse regionali e fondi europei. Gli investimenti complessivi per questo triennio ammontano a circa 583 milioni di euro.

 

Nel suo intervento il Presidente Lena ha ricordato il lungo lavoro della Commissione che ha portato all’approvazione in aula della Legge 11/2016 “Sistema integrato degli Interventi   e dei Servizi Sociali della Regione Lazio” ed ha soprattutto auspicato che, analogamente a quello che si sta facendo in campo sanitario, anche per il sociale sia messa in atto una politica di assunzioni del personale così da garantire realmente nelle ASL, nei Distretti ed in tutto il territorio regionale un reale funzionamento dei servizi sociali integrati, dove necessario, con quelli sanitari.

Inoltre ha chiesto alla Giunta un impegno a garantire e programmare  i finanziamenti almeno di triennio in triennio, e ove possibile le relative assunzioni e stabilizzazioni del personale, così da assicurare una migliore presa in carico dei pazienti ed una migliore garanzia del servizio erogato da parte degli operatori.

Otto obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale:

  1. più investimenti per contrastare la povertà, attraverso misure integrative del reddito di inclusione da poco approvato dal Parlamento;
  2. reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, migliorando il lavoro tra i soggetti che hanno responsabilità socio-assistenziali, compresi i destinatari degli interventi e le loro famiglie;
  3. potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, per ridurre l’isolamento e la solitudine delle persone a maggior rischio di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone anziane e con disabilità;
  4. qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, per assicurare servizi di qualità in tutti i territori in modo omogeneo in tutto il Lazio, diminuendo le incertezze in merito al diritto alle prestazioni sociali e sociosanitarie;
  5. punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutte e a tutti, e consentire di accedere più facilmente ai servizi sociali, soprattutto per le persone più esposte al rischio di emarginazione sociale, attraverso l’integrazione dei sistemi di welfare;
  6. favorire l’autonomia personale, evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica e aumentando l’appropriatezza, la qualità e l’efficacia degli interventi, in una logica di welfare generativo mediante l’adozione di misure che aiutino le persone evitino ogni forma di dipendenza assistenzialistica;
  7. maggiore programmazione e valutazione dei servizi, permigliorare l’efficienza del sistema mediante l’adozione di metodi rigorosi;
  8. più trasparenza e dati affidabili per incrementare la disponibilità e l’utilizzo di informazioni tempestive che consentano una buona programmazione e gestione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

Ricadute concrete su tutte le tipologie di servizi. In particolare saranno potenziati: i servizi per le persone anziane, in particolare quelli di semiresidenzialità e di assistenza domiciliare, grazie all’utilizzo del Fondo sociale europeo; sono previsti investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità, ed evitare situazioni di isolamento ed emarginazione, con il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari; sarà predisposto un Piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di supportare maggiormente le famiglie affidatarie e adottive attraverso la rete dei Centri famiglia regionali, in corso di istituzione.

E poi tanti interventi di promozione delle nuove generazioni: co-housing per studenti e lavoratori fuorisede, orientamento e inclusione lavorativa, servizio civile, contrasto alla dispersione scolastica e alle devianze; proseguirà il rafforzamento della rete di contrasto alla violenza di genere, già avviata con il raddoppio delle strutture di accoglienza realizzato negli ultimi anni.

Inoltre verranno garantite nuove modalità di coprogettazione e partecipazione alla gestione dei servizi sociali tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, in un’ottica di maggiore trasparenza, e saranno supportate forme di programmazione partecipata e di coinvolgimento degli utenti dei servizi.

 

Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 riportante i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA).

Tale Decreto è entrato in vigore il 19 marzo 2017 (link gazzetta) http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/18/17A02015/sg

Questo Decreto risulta quindi l’unico in vigore subentrando e annullando tutte le precedenti delibere emesse in passato.

Qui di seguito potrete scaricare un semplice schema che riassume le novità in termine di dosaggi e prescrivibilità per i test in vitro di nostra competenza sia per il settore allergologico che autoimmunitario.

"La nutrizione preventiva nel Lazio"

27 marzo 2017

Consiglio Regionale del Lazio - Sala Mechelli



 Da Expo al Consiglio regionale del Lazio. Il tema della nutrizione preventiva e di una corretta educazione alimentare, raccogliendo l'eredità della "Carta di Milano" sottoscritta nel 2015 a margine dell'esposizione universale, è stato oggi declinato dai massimi esperti del settore in un convegno alla Pisana. Dopo una rapida introduzione del Prof. Francesco Riva, Presidente dell'Associazione Educazione Alimentare, a fare gli onori di casa il Presidente della Commissione Salute, Rodolfo Lena, che, in apertura dei lavori, ha sottolineato la portata storica di un evento in cui aziende sanitarie,     grande distribuzione, ristorazione collettiva, farmacie, università, professionisti sanitari, istituzioni, fino ad arrivare a studenti e singoli cittadini, fanno "rete" per meglio comunicare e condividere i principi basilari di educazione alimentare.

"Sappiamo ormai con certezza che tante patologie possono essere prevenute a tavola e per questo è un obbligo per tutta la classe dirigente favorire un serio ragionamento su come mangiamo e su quali siano le emergenze più impellenti da affrontare, se serve anche con un'apposita legislazione regionale", ha detto Lena.

E di emergenze, nel corso del convegno, ne sono emerse tante. In primis, l'obesità infantile, con tutte le nefaste conseguenze del caso: dal fegato grasso alla predisposizione al diabete o all'epatite C.

"L'alimentazione è il principale fattore di prevenzione non adeguatamente considerato, nel nostro Paese come altrove", ha ricordato il moderatore dell'incontro, il Prof.  Antonino De Lorenzo dell'Università di Tor Vergata.

"La famosa dieta mediterranea da sola potrebbe contrastare non poco i pericoli derivanti da una scorretta alimentazione", ha quindi ricordato alla platea il Professore Lorenzo Donini della Università La Sapienza di Roma illustrando la sostenibilità della stessa nel sistema complessivo; tuttavia "solo il 14% dei bambini italiani ne segue i principi", ha replicato il Professore Valerio Nobili dell'Ospedale Bambino Gesù, sempre più spesso alle prese con minori over size e con le pesanti conseguenze che ad essi ne derivano.

Il dottor Roberto Copparoni, dell'Ufficio Nutrizione e informazione consumatori del Ministero della Salute, ha relazionato sull'ultimo documento, in ordine temporale, nato per pianificare un intervento pubblico nel settore della nutrizione. Si tratta del recente accordo siglato da Governo e Regioni sul documento "Valutazione delle criticità nazionali in ambito nutrizionale e strategie d'intervento 2016-2019". Un testo che riconosce per la prima volta un ruolo operativo fondamentale in ogni Asl del Paese e che quindi vede noi istituzioni in prima linea sul tema dell'educazione alimentare.

La Regione Lazio, intanto, ha promosso e sostenuto il progetto "Okkio alla Ristorazione", approvato dallo stesso ministero e avviato nel 2012 a partire da sei regioni (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sicilia, Veneto), sviluppando una fattiva collaborazione tra 56 Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione e circa 200 Aziende di Ristorazione Collettiva  (che producono in Italia circa due miliardi di pasti l'anno) per promuovere ed implementare la diffusione e conoscenza di corrette informazioni nutrizionali tra gli operatori e l'adozione di adeguati stili alimentari da parte di tutti gli utenti.

Altro campanello d'allarme emerso nel corso del convegno è quello relativo all'eccessivo uso di sale. A tavola, ma soprattutto in cibi confezionati o in pasti pronti. Un problema che diventa enorme quando impatta con il mondo della ristorazione collettiva, a partire da quella scolastica.
Il dottor Giuseppe Ugolini, della Asl Roma 2, sin dal 2007 ha avviato un poderoso e capillare censimento a riguardo, partendo dal già vasto territorio della ex Asl Roma/C.
"Il sale va consumato in modiche quantità, ma quando è utilizzato bisogna assolutamente privilegiare il sale iodato", ha affermato Ugolini. Grazie alla sua azione, nel corso degli anni, tutte le mense scolastiche romane, anche degli asili nido, hanno introdotto il sale iodato nella preparazione dei pasti. Ma tanto resta ancora da fare. "La grande distribuzione rende disponibile e ben evidente sugli scaffali il sale iodato nel 100% dei casi analizzati , ma lo stesso non avviene in tabaccheria come in farmacia... e ovviamente se si mangia spesso fuori casa, non c'è alcun modo per il consumatore di sapere che tipo di sale abbia usato il cuoco di turno",ha precisato lo studioso.

"Eppure l'assunzione di iodio è fondamentale per l'organismo umano, specie per le donne in gravidanza o in fase di allattamento", ha ricordato il Prof. Andrea Fabbri, sempre della Asl Roma 2. "La carenza di iodio può determinare seri problemi cognitivi nel feto e nel bambino", ha precisato il dottor Fabbri  indicando le risultanze di recenti studi internazionali.

A tirare le fila della mattinata, la Prof.ssa dell'Università Tor Vergata, Laura Di Renzo, che ha elaborato una proposta di rete regionale per la valutazione del rischio, prevenzione, diagnosi e cura  in ambito  nutrizionale per favorire  una alimentazione  sana, specie fuori casa: "Bisogna assolutamente evitare che si perpetuino gare al ribasso nella ristorazione  collettiva, così come, nelle scuole, sarebbe importante che le maestre mangiassero con gli alunni, nell'ambito di un progetto di educazione alimentare di ampio raggio, che oggi si rende necessario dal momento che gli ultimi dati in nostro possesso parlano di un rifiuto  del 37% delle pietanze da parte degli scolari: questo accade - si è chiesta infine Di Rienzo perché è cibo non buono o perché lo vedono per la prima volta nel piatto e quindi lo respingono d'istinto?".
Un invito accolto prontamente dalla pediatra Dottoressa Teresa Rongai, Segretario Fimp Roma e provincia che ha dichiarato la disponibilità totale della categoria da lei rappresentata a future azioni concrete,  e successivamente sviluppato nel corso della tavola rotonda, magistralmente coordinata dalla Prof.ssa Patrizia Laurenti dell'Università Cattolica,  che ha messo in comunicazione ed a confronto alcune importanti realtà.
Per la Società Italiana di Igiene - SITI i Professori Umberto Moscato ed Agostino Messineo hanno parlato della evoluzione del SIAN e del fatto che la funzione dello stesso nel Lazio in ambito nutrizionale nel Lazio non sembra del tutto correttamente percepita, forse anche a causa di un ridotto numero di Dietisti e modesto numero di Medici specialisti in Scienza dell'Alimentazione presenti nelle strutture.In futuro importante incrementare queste figure per sostenere la funzione di sorveglianza nutrizionale composta da corretta comunicazione, best practice e adeguati modelli di governance.
Per la Associazione Italiana Celiachia Lazio la Presidente  Paola Fagioli, ha  posto l'attualità della necessità della vendita dei prodotti senza glutine per celiaci in convenzione anche nei supermercati, oltre che nelle farmacie, per favorirne l'abbattimento dei costi ed ha chiesto in tal senso un supporto all'Istituzione regionale. Interessante l'intervento del referente della Grande Distribuzione Coop Dr. Massimo Pelosi che ha ritenuto di evidenziare il ruolo importante della GDO nell'orientare e favorire la clientela nella scelta consapevole di prodotti alimentari realmente atti a migliorarne lo stato di salute.
La  Dott.ssa Patrizia Andreoli di Sodexo ha sottolineato  la solidità e la lunga decennale collaborazione della sua Azienda di Ristorazione Collettiva (la più grande in Italia) con i SIAN  e gli effetti positivi che ne sono derivati anche ai fini del miglioramento della qualità nutrizionale dei menù proposti ai commensali.
Tutti e tre hanno concordato  sul ruolo fondamentale della Rete Sian (Sianet) presupposto indispensabile per interventi di prevenzione nutrizionale integrata a livello territoriale, al fine di stilare linee guida immediatamente applicabili, anche con il supporto delle istituzioni deputate.

Il ruolo della Regione è stato illustrato dalla Dottoressa Lilia Biscaglia dell'Area Prevenzione e Promozione della Salute della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali nel trarre le conclusioni della giornata.

Nel 2015, un decreto del Commissario ad acta Nicola Zingaretti (il numero 593), ha integrato il piano regionale della prevenzione 2014-2018 includendo tra le azioni da intraprendere a livello territoriale una corretta iodoprofilassi e campagne per favorire l'allattamento al senso e un maggior consumo di frutta e verdura. In tutto, si compone di 9 programmi, articolati in 27 progetti che saranno realizzati in tutte le Asl, e 29 azioni.

"Considerando i cambiamenti culturali ed organizzativi in atto nel Lazio il nostro piano può rappresentare l'avvio di un processo di ri-orientamento del sistema della prevenzione", ha dichiarato.

Con lei, la Dottoressa Giulia Cairella (Asl Roma 2), Referente per la Regione Lazio sulle sorveglianze in età evolutiva, che, tra l'altro, ha presentato i dati della campagna di sensibilizzazione del 2016 in occasione della settimana dedicata alla riduzione del sale. Poster, volantini, incontri, in tutto il Lazio, con numeri molto importanti: 28 le aziende coinvolte, per un totale di 180 mense (aziendali, ospedaliere, universitarie) e 25mila utenti raggiunti. "Un'iniziativa senz'altro da ripetere ma che è perfettamente in linea con quanto quotidianamente fanno i nostri uffici per attuare quanto disposto dal piano regionale della prevenzione".

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