Federazione Italiana Medici Pediatri di Roma e Provincia

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Nel dibattito sulle unioni civili e le adozioni gay "nessuno può parlare in nome e per conto dei pediatri italiani". Lo sottolinea il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp)Giampietro Chiamenti, molto critico sulla presa di posizione del collega Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria (Sip). Un tema su cui oltretutto la "letteratura scientifica - afferma - è scarna e non consolidata da verifiche di lungo periodo".

"Nel contesto attuale della discussione politica e sociale sul tema delle adozioni dei bambini in contesti famigliari 'non tradizionali',mai mi permetterei di parlare in nome e per conto dei pediatri italiani - dice Chiamenti - dovendo evitare il rischio di smentite, contrapposizioni e strumentalizzazioni che possono riflettere posizioni personali di tipo etico, religioso e politico. A schierarmi in una qualsivoglia direzione su questo tema, complesso e condizionabile dalle implicazioni citate sopra, non potrebbe sorreggermi neppure una letteratura scientifica scarna e non consolidata da verifiche di lungo periodo".

Si tratta di un tema che, "volendolo affrontare scientificamente, dovrebbe essere studiato con molto rigore metodologico e per un periodo osservazionale abbastanza lungo da permettere conclusioni obiettivamente sostenibili. Al contrario - prosegue Chiamenti - posso sottoscrivere quelle affermazioni, condivise e riconosciute da tutti gli esperti in pediatria, neuropsichiatria e psicologia dell'età evolutiva, che riconoscono ai bambini il diritto e l'esigenza di crescere in un contesto di grande affetto e rispetto a loro dovuto dalla nascita fino all'età adulta, senza distinzione di sesso, etnia e residenza".

"Di fronte al dibattito che assegna ai pediatri italiani una posizione certificata, come riportato da alcuni organi di stampa, il mio ruolo di presidente della Federazione italiana medici pediatri, che rappresenta circa 6.000 degli oltre 7.000 pediatri di famiglia operanti in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, impone la presente dichiarazione", conclude.

Nella controversia scendono in campo anche gli psicologi. "La nostra comunità scientifica ha raggiunto da tempo ilconsenso sul principio che non sussistono significative differenze tra figli di genitori omosessuali e figli di genitori eterosessuali", afferma Felice Damiano Torricelli, presidente dell'Enpap, Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi. Torricelli parla "in qualità di rappresentante degli psicologi liberi professionisti italiani, in relazione alle prese di posizione assunte negli ultimi giorni anche da rappresentanti della comunità scientifica in ordine alle risultanze della ricerca internazionale circa la maggiore problematicità dei bambini allevati da coppie omosessuali rispetto a quelli allevati da coppie eterosessuali".

Problematicità che il numero uno dell'Enpap respinge: "La ricerca a livello internazionale - assicura - dimostra che non esistono differenze significative legate all'orientamento di genere nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dei figli e di sviluppare attaccamento. E non vi sono basi scientifiche su cui presumere che l'orientamento omosessuale dei genitori possa indurre orientamento omosessuale nei figli. La ricerca psicologica ha chiarito, in studi numerosi ed approfonditi - prosegue - che la qualità dello sviluppo dei bambini è indipendente dal fatto che i genitori siano conviventi, separati, single, risposati o dello stesso sesso".

"Sono invece cruciali - conclude lo psicologo - la qualità affettiva dell'ambiente familiare e alcune competenze dei genitori che prescindono dall'orientamento sessuale, quali la capacità di garantire cure e protezione, di sostenere lo sviluppo di competenze emotive e sociali, di insegnare il senso del limite e la capacità di negoziare la soluzione dei conflitti, di favorire l'esperienza dell’appartenenza quanto quella dell'autonomia".

(DIRE) Roma, 2 feb. - Il Decreto appropriatezza, "che toglie la
possibilita' a noi medici pediatri di prescrivere prestazioni
prima garantite dal Sistema sanitario nazionale, causera' un
aumento dei costi sanitari e un ritardo nelle diagnosi. Noi
medici pediatri conosciamo le patologie che incorrono nell'eta'
evolutiva, ma questo decreto portera' i genitori a perdere un
contatto continuo con il pediatra di riferimento. Cio' creera' un
aumento della spesa sanitaria sia per le famiglie che per lo
Stato". La denuncia e' di Teresa Rongai, segretario di Roma e
provincia della Federazione italiana medici pediatri(Fimp).
   "Adesso i genitori dovranno provvedere di tasca propria al
pagamento delle prestazioni- continua il pediatra- oppure
dovranno prenotare delle visite specialistiche finendo per
incorrere nelle lungaggini delle liste di attesa, tanto che per
la prima visita possono passare anche 12 mesi. L'opinione
pubblica non sa nulla di tutto cio' e noi medici verremo
sanzionati se non rispetteremo questa misura legislativa".
   Il ritardo delle diagnosi riguardera' "soprattutto alcune
malattie allergologiche per le quali viene meno la possibilita'
di effettuare indagini specifiche quali il RAST test (test di
radioallergoassorbimento). E sara' sempre piu' difficile-
continua il segretario Fimp Roma- per le famiglie povere ricevere
delle diagnosi per i loro figli. Questo decreto contrasta il
principio di equita' che il Servizio sanitario nazionale deve
garantire a tutti i cittadini. Dobbiamo far capire all'opinione
pubblica la situazione, perche' le indicazioni dettate dal
suddetto decreto si basano solo su un mero principio economico
senza considerare gli svantaggi che portera' sulla Salute
pubblica".
   Per il momento, "regioni come il Veneto e la Toscana hanno
cercato di bloccare la disposizione in questione per concordare
le strategie da intraprendere con i medici e il territorio.
Luciano Basile, segretario regionale Fimp Lazio- fa sapere
Rongai- ha inviato oggi una lettera al presidente Zingaretti per
chiedere di aprire un tavolo tecnico che affronti queste
problematiche. La Regione ci dica, alla luce di questo decreto,
cosa comunicare alle famiglie dal momento che non possiamo piu'
prescrivere gli esami che prima venivano normalmente prescritti
dal pediatra convenzionato- conclude- ci sconcerta il fatto di
non poter garantire a tutti la stessa protezione sanitaria".
  (Rac/ Dire)

Cari colleghi,

nel seguente link l'articolo di QS con il nostro comunicato riguardo al Decreto Appropriatezza.

http://www.quotidianosanita.it/lazio/articolo.php…

Un caro saluto

Teresa Rongai

 Cliccando sul titolo dell'articolo è possibile scaricare la presentazione

La diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico

della Dr.ssa Paola Venuti del

Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione

Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive

Università di Trento

www.odflab.unitn.it

La nuova struttura è il risultato dell'accorpamento delle vecchie RmB e RmC. Silvia Cavalli, 43 anni. Laureata in Economia e Commercio, vanta una formazione incentrata sulla Pubblica amministrazione. Marina Cerimele, 56 anni, laureata in Medicina, dal 2009 al 2013 è stata Direttore sanitario presso la Asl di Viterbo e successivamente Direttore sanitario degli Ifo e dell’Inmi di Roma.

04 GEN - Prende forma la nuova struttura dirigenziale della neonata Asl ‘Roma 2’, che accorpa le vecchie RmB e RmC come stabilito dal decreto commissariale siglato il 30 dicembre scorso da Nicola Zingaretti. La nuova struttura sarà gestita da un commissario straordinario, già individuato nella figura di Flori Degrassiche fino al 31 dicembre ricopriva la carica di Direttore regionale di 'Salute e Integrazione Socio Sanitaria'.

Il nuovo Direttore amministrativo della ‘Roma 2’ sarà Silvia Cavalli, 43 anni. Laureata in Economia e Commercio, può vantare un Master Universitario di II Livello in ‘Diretto e tecnica degli appalti pubblici’ e un Master in ‘Diritto del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni e gestione delle risorse umane’ presso la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione.

Il nuovo Direttore sanitario è Marina Cerimele, 56 anni, laureata in Medicina con specializzazioni in ‘Igiene e Medicina Preventiva’ e in ‘Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva’. Dal 2009 al 2013 è stata Direttore sanitario presso la Asl di Viterbo e successivamente Direttore sanitario degli Ifo e dell’Inmi di Roma.

Con un decreto del 30 dicembre scorso il presidente commissario ad acta della Regione ha deciso di avviare l’accorpamento delle Asl dell’area capitolina senza attendere il voto in Consiglio regionale.  IL DECRETO.

 

01 GEN - Con un decreto commissariale firmato il 30 dicembre scorso Nicola Zingaretti rompe gli indugi e dà il via all’accorpamento, a partire dal 1 gennaio 2016, delle Asl romane già previsto dai Nuovi programmi operativi, nelle more dell’approvazione della proposta di legge regionale ancora all’esame del Consiglio regionale del Lazio.
 
In particolare vengono istituite le Asl “Roma 1”, che accorperà le vecchie RMA e RME e “Roma 2” che accorperà le vecchie RMB e RMC. Contestualmente vengono quindi soppresse le vecchie Roma A, B, C ed E. Vengono poi ridenominate le ex Roma D che diventa “Roma 3”, Roma F che diventa “Roma 4”, Roma G, che diventa “Roma 5” e Roma H, che prenderà il nome di “Roma 6”.
 
In concomitanza con la soppressione delle vecchie RM A, B, C ed E, i precedenti organi di gestione decadono e saranno nominati due Commissari straordinari. Per la RM 2 è già stata nominata Flori Degrassi, ex Direttore generale della Sanità della Regione Lazio.

Carissimi Colleghi,

con grande piacere lo scorso 10 Dicembre 2015, nell'incontro tenutosi presso la nostra sede, è stata distribuita ai presenti la Brochure Percorsi Assistenziali in Ambulatorio e Pronto Soccorso Pediatrico, frutto della collaborazione tra FIMP Roma e Ospedale "A.Gemelli". 
Per coloro che non hanno potuto partecipare all'incontro è possibile ritirare la copia della Brochure presso la sede oppure richiederne la spedizione contattando la Segreteria (06.44247925 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )
Vi ricordo che è anche possibile scaricare l'App. direttamente dai propri smart-phone.
Un caro saluto,
Teresa Rongai

Giovedì, 07 Gennaio 2016 15:53

PRECOMPILATA, MEDICI IN PRESSING PER LA PROROGA

Scritto da

Il Sole 24 Ore - 6.1.2016

<br/>Giovanni Parente
ROMA «Necessaria, opportuna, indispensabile». Usa questi tre aggettivi Giuseppe Renzo, presidente della
Commissione albo odontoiatri della Federazione nazionale dei medici (Fnomceo), per sottolineare l’esigenza di una
proroga del termine del prossimo 1° febbraio (la scadenza, in realtà, è il 31 gennaio ma cade di domenica quest’anno)
per l’invio dei dati relativi alle spese sanitarie al Sistema tessera sanitaria da parte di medici e strutture sanitarie. Dati
che rappresenteranno la principale novità per arricchire il prossimo 730 precompilato. Renzo sottolinea come la
categoria stia incontrando «grossissime difficoltà» a causa delle «problematiche tecniche» che stanno emergendo.
«Riteniamo assolutamente necessario – continua – rinviare la data del 1° febbraio per l’invio dei dati. Le istituzioni
devono sapere che la scadenza non può essere rispettata. Poi ci sono situazioni come le Srl e le strutture complesse su
cui non c’è chiarezza. La norma è lacunosa e prevede un rapporto diretto con il professionista. Ma nelle società chi è il
responsabile? A chi si applica la sanzione? Lo abbiamo chiesto più volte e ancora non abbiamo ricevuto risposta».
Naturalmente Renzo sottolinea come Fnomceo sia «a disposizione con le istituzioni competenti per risolvere i punti
critici emersi». Anche le rappresentanze sindacali insistono sulla necessità di una proroga. «Se riuscissimo ad avere
almeno 15 giorni di tolleranza sarebbe meglio per provvedere all’invio», spiega Gianfranco Prada, presidente di Andi:
l’Associazione nazionale dei dentisti italiani che ha impugnato al Tar Lazio il decreto attuativo del Mef per la
trasmissione dei dati. «La pronuncia dovrebbe arrivare entro marzo ma non c’è ancora la certezza. Abbiamo dato
indicazione ai soci di provvedere all’invio dei dati 2015 perché la legge di Stabilità – rimarca Prada – contiene una
norma per non applicare le sanzioni il primo anno e consente di non dover procedere all’adempimento per lo
spesometro. Una mezza vittoria ma aspettiamo comunque il verdetto dei giudici amministrativi. C’è comunque molto
malcontento per i tempi così ristretti perché le credenziali per accedere al Sistema tessera sanitaria sono state
rilasciate poco prima di Natale». Intanto ieri l’Agenzia è intervenuta a chiarire le differenze tra le scadenze per l’invio
dei dati per le detrazioni sulle spese mediche. Entro il 1° febbraio 2016, le strutture sanitarie e i medici trasmettono al
Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per prestazioni non erogate
o parzialmente erogate. Entro il 29 febbraio 2016 gli enti e le casse con solo fine assistenziale e i fondi integrativi
inviano alle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie rimborsate nell’anno 2015 per effetto dei contributi versati dai
contribuenti iscritti a tali enti e casse .

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