Federazione Italiana Medici Pediatri di Roma e Provincia

Servizi sindacali e informazione per medici pediatri...

Il dott. Giampietro Chiamenti: “I dodici vaccini previsti vanno salvaguardati eventualmente integrando l’anti-pneumococco. Non va dimenticata l’esistenza del piano nazionale prevenzione che prevede l’offerta attiva e gratuita nei livelli essenziali di assistenza anche i vaccini raccomandati”

Roma, 21 giugno 2017 – “Nel contesto del dibattito politico in atto per la conversione in Legge del Decreto n. 73 del 07/06/2017 che ha introdotto l’obbligatorietà sul territorio nazionale di 12 vaccini fra quelli previsti dal piano nazionale per la prevenzione, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) vuole dare un contributo di merito ribadendo che condivide il mantenimento del Decreto nella sua attuale versione e propone di incrementarlo con l’inserimento della vaccinazione anti pneumococcica come già ribadito nei giorni scorsi insieme alle altre società scientifiche che hanno elaborato la proposta del “calendario vaccinale per la vita” che ha ispirato l’attuale calendario nazionale vaccini”. E’ quanto dichiarato dal dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale della FIMP. “Vogliamo sottolineate che tutti i vaccini compresi nel piano nazionale, sia che restino solo raccomandati o che divengano obbligatori per Legge, devono essere proposti alla popolazione in offerta “attiva e gratuita” su tutto il territorio nazionale come previsto dalla nuova legge vigente sui livelli essenziali di assistenza (LEA) - aggiunge Chiamenti -. Questo a prescindere dall’obbligatorietà introdotta per legge che nasce solo dall’esigenza di prevenire l’insorgenza di epidemie legate alla eccessiva discesa dei tassi di copertura vaccinale. L’obbligo è rivolto alla famiglia essendo legato all’emergenza per cui potrà essere rivisto in rapporto all’evolversi della situazione anche se per la parte relativa alle sanzioni e alla potestà genitoriale si potrebbero introdurre alcune modifiche già in fase di conversione in Legge dell’attuale Decreto; ad esempio una maggiore attenzione e prolungamento dell’assenza forzata dalla frequenza scolastica per i non vaccinati in caso di malattia infettiva prevenibile con il vaccino allungando la contumacia”. “La FIMP vuole anche sottolineare le problematiche legate alla ricaduta organizzativa derivante dall’applicazione del Decreto che comporta la necessità di riorganizzare la rete dei servizi e il coinvolgimento dei Pediatri e Medici di Famiglia nel loro ruolo derivante dal rapporto assistenziale individuale e fiduciario conseguente alla scelta del cittadino - prosegue Chiamenti -. In tale ruolo il Pediatra è il primo interlocutore con la famiglia a cui presenta il calendario e le problematiche relative all’efficacia, sicurezza e tempistiche delle vaccinazioni che sono i temi alla base dell’esitazione vaccinale. E’ importante però che il pediatra assuma un ruolo attivo anche di somministrazione nel proprio studio in base alle evidenze che aumentano l’adesione alla vaccinazione quando eseguita dal curante. Ovviamente questo deve avvenire in collegamento e in armonia operativa con il Dipartimento di Prevenzione che rimane il coordinatore del sistema pubblico. In ambito di erogazione è molto utile sottolineare come la polemica in corso sull’eccessivo numero di vaccini previsti dal Decreto in realtà si riduce a 4 sedute vaccinali poiché i 12 vaccini vengono proposti accorpati per gruppi in un'unica fiala sulla base di preparati validati da lunghe ed approfondite verifiche di efficacia e sicurezza pari se non maggiore dei preparati singoli”. “La FIMP sottolinea il ruolo di tutela della salute del bambino e dell’adolescente che viene affidato al Pediatra di Famiglia dal SSN e ritiene che le vaccinazioni inserite nel calendario nazionale vaccini a prescindere dalla distinzione tra obbligatorie e raccomandate, debbano essere somministrate per il loro grande valore protettivo, come ci viene ricordato continuamente dall’OMS - conclude Chiamenti -. Nella fase attuale del Paese non sarebbe opportuno ne efficiente tornare sulle decisioni prese con il decreto e tantomeno ipotizzare la riduzione del numero di vaccini (anzi bisognerebbe recuperare anche Il pneumococco) perché sarebbe motivo di ulteriore disaffezione per una popolazione erroneamente esitante sulla base di errate convinzioni e timori basati su cattiva informazione riguardante la sicurezza, l’efficacia e il numero eccessivo di vaccini”.

“Non è sufficiente ‘aggiungere virgole’ ma bisogna usare parole chiare, forti, inequivocabili che permettano soprattutto ai cittadini di comprendere qual è il modello di assistenza territoriale che la politica vuole offrire loro”. È quanto hanno chiesto Fimmg, Fimp e Sumai Assoprof riuniti oggi in assemblea congiunta Roma con la partecipazione di Cittadinanzattiva-Tdm 

Definire al più presto un nuovo Atto d’indirizzo per aprire, a stretto giro, la stagione contrattuale dell’area convenzionata. Sono, infatti, troppi i nodi da sciogliere per far marciare a pieno ritmo le cure primarie. Occorre stabilire una volta per tutte non solo come organizzare il territorio, ma anche mettere nero su bianco “chi” fa “cosa”. Bisogna quindi rimettere il singolo medico nella possibilità di investire su se stesso dandogli obiettivi precisi con indicatori di qualità anche connessi con la parte variabile della retribuzione.
 
Soprattutto è necessario consentire ai medici di entrare in connessione tra loro e con l’ospedale creando un meccanismo di rete strutturato per facilitare l’accesso del paziente alle prestazioni. E infine, occorre risolvere il problema del ricambio generazionale: la gobba pensionistica raggiungerà nel 2022 il suo culmine lasciando molte caselle vuote. Bisogna perciò rivedere e garantire i modelli di accesso al ruolo  convenzionato, fare maggiori investimenti formativi e aumentare i numeri in maniera coerente ai modelli assistenziali e non alle necessità di chi forma.
 
È quanto hanno messo sul tappeto Fimmg, Fimp e Sumai Assoprof riuniti oggi in assemblea congiunta Roma. Un confronto che ha visto protagonista anche Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato chiamata per fare da “testimone e da stimolo tra le esigenze dei medici del territorio e le risposte della politica”.
 
Un’assemblea che arriva a pochi giorni dall’incontro informale tra il segretario della Fimmg e le Regioni, concluso con la promessa di una convocazione rapida che però, rilevano i sindacati, non è ancora arrivata.
 
“Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali hanno sostenuto fino a oggi l’assistenza territoriale nonostante la carenza di mezzi, facendosi carico dei bisogni espressi da una collettività sempre più in sofferenza – hanno dichiarato Silvestro Scotti segretario nazionale Fimmg, Giampietro Chiamenti presidente Fimp e Antonio Magi segretario Sumai Assoprof – non si può rimandare e non si può aspettare oltre per noi e per i nostri pazienti. Gli atti messi in campo dal governo per rispondere alle necessità della popolazione (i nuovi Lea, il piano vaccinale, il piano della cronicità), e quelli fatti verso i professionisti (legge sulla responsabilità professionale, sblocco economico da parte della Corte Costituzionale, risorse finanziare in leggi e norme competenti, legge Madia, combinato disposto dell’ultima finanziaria e il Dm70 su integrazione
Ospedale territorio, contestualità del rinnovo contrattuale dell’area dei dipendenti) chiedono una discussione attenta che porti programmazione seria e di largo respiro, coerente tra gli attori, uguali professionalmente ma diversi contrattualmente”.
 
Ma sia ben inteso, puntualizzano i sindacati, la necessità di un nuovo Acn non è una semplice questione di “soldi”, ma è soprattutto l’occasione per porre le basi per un’evoluzione positiva di tutta la medicina territoriale nelle sue varie componenti professionali. Insomma, i medici dicono basta ad Acn poco conformi con le esigenze di integrazione tra ospedali e territorio, e basta con le sperimentazioni. “Non abbiamo intenzione di perdere la partita prima che sia iniziata – ha aggiunto Scotti –  c’è una dinamica organizzativa sul tavolo che è chiara: se ci sono obiettivi assistenziali ben precisi allora bisogna che vengano strutturati. Nel vecchio Acn si parla solo di ‘come fare’, ma non di ‘chi’ deve svolgere, compiti ruoli e funzioni.Abbiamo poi un problema del ricambio generazionale che il Paese fa finta di non vedere. Nell’Acn devono quindi essere inseriti strumenti che testimonino la capacità di offrire sicurezze per i giovani e anche per chi va in quiescenza”.
 
Ottimizzare il massimale e legare la retribuzione anche agli obiettivi. Bisognerebbe poi passare dall’attuale massimale di 1.500 a 2mila, più in linea con l’Europa. Ma solo per i camici bianchi che possono contare su un supporto organizzativo e legando agli obiettivi la retribuzione accessoria.
 
Silvestro lancia quindi una provocazione: “Non è più sufficiente ‘aggiungere virgole’ ma bisogna usare parole chiare, forti, inequivocabili che permettano soprattutto ai cittadini di comprendere qual è il modello di assistenza territoriale che la politica vuole offrire loro”. Tradotto, bisogna  considerare l’Acn come una cartina di tornasole dei programmi della politica  e “a questo punto chi è sul territorio potrà decidere chi eleggere”.
 
Senza la rete territoriale, il nuovo atto di indirizzo è scatola vuota. “Dobbiamo cambiare il sistema – ha quindi precisato Magi – in questo momento abbiamo un sistema per cui il medico di famiglia invece di parlare con lo specialista, collegato in rete, parla con il Cup, e a sua volta lo specialista ambulatoriale deve parlare con il Cup, il paziente stesso deve passare dal Cup. Se non mettiamo nell’Atto di indirizzo la necessità di creare un meccanismo di rete strutturato, avremo solo una scatola vuota”. E ancora, secondo il segretario del Sumai, il nuovo Atto di indirizzo dovrà prevedere “anche i numeri per organizzare e riaprire il turn over per tutti e rimettere in moto l’assistenza specialistica. Il blocco totale di questi anni sta portando, anche vista l’anzianità dei medici, ad una mancata attività quindi la lista d’attesa non è solo un problema di organizzativa, ma è anche un problema di domanda e offerta”. 
 
Il tema delle vaccinazioni. Le vaccinazioni tengono banco in queste ultime settimane, peccato che medici di famiglia e pediatri di libera scelta abbiano un ruolo ancora troppo marginale in questa partita. Nei Lea si parla di anagrafe vaccinale ma, sottolineano, nessuno se ne assume la responsabilità passando la palla ai medici. Soprattutto questo tema non figura nell’Acn.
“Chiediamo quindi che la nostra attività venga valorizzata e rispettata e sia riconosciuta all’interno del nuovo Atto di indirizzo che riteniamo a questo punto necessario. Serve un ruolo più integrato dei medici convenzionati nel sistema vaccinale. Bisogna ribadire con forza che nell’ambito dei Dipartimenti di prevenzione il nostro ruolo deve essere valorizzato e integrato perché nella catena di erogazione dei vaccini al momento è marginale” ha precisato Chiamenti.
 
Da pazienti un invito a rivedere in tempi stretti l’Atto di indirizzo.  I tre sindacati di categoria ritengono quindi decisivo questo momento storico. Per questo hanno voluto condividere il nuovo percorso con i pazienti dai quali è arrivato l’invito forte e chiaro ad uscire dalla fase di stallo contrattuale, anche per rispondere meglio alla domanda di assistenza primaria. “Oggi dobbiamo chiederci qual è il progetto organico di assistenza territoriale che non è affatto chiaro – ha detto Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – bisogna mettere al centro la coerenza: un pilastro fondamentale per arrivare alla definizione di un contratto e quindi alla realizzazione degli obiettivi assistenziali. Serve anche una coerenza tra i contratti di tutti i protagonisti del territorio con una retribuzione maggiormente agganciata al raggiungimento dei risultati assistenziali invece che alla sola quota capitaria. Bisogna lavorare sugli standard dell’assistenza sanitaria territoriale e arrivare ad un modello di medicina convenzionata che sia grado di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini sul territorio”.

Per questo Cittadinanzattiva ritiene che l’Acn vada rivisto velocemente “ma bisogna chiarire qual è il progetto che il Ssn ha per i professionisti del territorio nell’ambito dei Lea, del Piano cronicità e in quello vaccinale – ha aggiunto Aceti – bisogna capire come la medicina convenzionata possa contribuire a ridurre le problematiche del Ssn. Penso alle liste di attesa, all’accesso ai vaccini o all’accesso dei pazienti cronici ai farmaci. Questo nell’Acn andrebbe messo nero su bianco. Deve essere anche un’occasione per la medicina convenzionata di poter garantire la continuità dell’assistenza e migliorare il rapporto di fiducia con il paziente. L’iter di messa a punto del nuovo Atto d’indirizzo e di rinnovo dei contratti deve garantire necessariamente il confronto anche con le organizzazioni di cittadini. La nostra partecipazione oggi all’assemblea pubblica delle tre sigle sindacali e il confronto avviato anche con la Sisac – ha concluso – è un primo segnale positivo al quale speriamo se ne aggiungano molti altri”.
 
Ester Maragò

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“G7 DELL’AMBIENTE”: I PEDIATRI DELLA FIMP AL MINISTRO GALLETTI
“ECCO IL DOCUMENTO SULL’INQUINAMENTO E I DANNI ALLA SALUTE”

Il dott. Giampietro Chiamenti: “Già durante la gravidanza pericolose sostanze chimiche possono raggiungere e alterare il feto con conseguenze irrimediabili per la vita. Abbiamo elaborato una serie di proposte per fronteggiare questa emergenza e siamo pronti a collaborare con le Istituzioni”

Bologna, 9 giugno 2017 – La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) oggi consegna al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti un documento in cui sono esposti i principali rischi per la salute, dei bambini e degli adolescenti, derivati dall’inquinamento. La Federazione propone alle Istituzioni alcune possibili soluzioni per ridurre i pericoli che l’attuale grave situazione ambientale provoca al benessere dei più giovani. La consegna dell’elaborato avviene nell’ambito del G7 sull’ambiente che si svolge in questi giorni a Bologna. “Il problema più grande è la continua immissione di sostanze chimiche di sintesi - sottolinea il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Sono prodotte da attività industriali e agricole, dalla produzione di energia e dallo smaltimento dei rifiuti. Questi agenti inquinanti possono esercitare un’influenza sul genoma e modificare l’espressione del Dna. Metalli pesanti, solventi, coloranti, diossine, PBC, IPA penetrano nei nostri corpi attraverso aria, acqua, cibo e pelle. Si accumulano fino ad alterare le funzioni di organi e tessuti. Sono oltre 1.000 le sostanze in grado di interferire sul sistema endocrino e questo può avvenire già a partire dalla gravidanza. Molti inquinanti riescono a passare la barriera placentare e influenzano il feto con conseguenze irrimediabili per la vita. Le modificazioni epigenetiche incidono in maniera drammatica sullo sviluppo emozionale, sul potenziale cognitivo e di apprendimento e anche sullo spettro autistico”. “Con questo documento la FIMP si propone come punto di riferimento per la diffusione del concetto di rispetto dell'ambiente e della prevenzione del benessere - afferma la dott.ssa Maria Grazia Sapia referente Nazionale FIMP per l’Ambiente -. Possiamo essere un partner attivo per le ricerche epidemiologiche e la rilevazione dei danni alla salute dei bambini dovuta ad inquinanti. Oggi, infatti, mancano dati specifici sulla popolazione infantile residente nel nostro Paese. Infine vogliamo concordare con il mondo accademico italiano specifici corsi universitari specifici sull'ambiente e i pericoli relativi alla sua alterazione”. Il documento della FIMP sarà presentato, dopo il G7 di Bologna, al Ministro della Salute, al Ministro dell'Istruzione e verrà condiviso con tutte le maggiori Società Scientifiche pediatriche.

VACCINI: “BENE IL DECRETO ORA SI RIORGANIZZI LA RETE
IL PEDIATRA DI FAMIGLIA IN PRIMA LINEA PER EDUCARE LE FAMIGLIE”

Roma, 8 giugno 2017 – “La firma da parte del Presidente della Repubblica e conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale rende esecutivo e finalmente noto nei suoi particolari applicativi il Decreto del Consiglio dei Ministri sull'introduzione dell'obbligo vaccinale per un totale di 12 vaccini compresi nel Calendario delle vaccinazioni già recepito dalla legge sui Livelli essenziali di assistenza (LEA). Nelle more della sua conversione in legge, che dovrebbe avvenire entro 60 giorni, questo decreto modifica profondamente l'approccio all'articolato mondo del sistema vaccinale richiamando gli operatori della salute e della scuola a ruoli, compiti e complessità esecutive impegnative e coordinate”. E’ quanto dichiara il dott. Giampietro Chiamenti presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). “Al di là dei contenuti del Decreto per la sua parte applicativa che determina una revisione della organizzazione a rete del Sistema vaccinale per quanto riguarda l'erogazione dei vaccini, i controlli, le esenzioni, la messa in sicurezza dei soggetti esposti inserendolo in classi protette e non ultimo il rilascio delle certificazioni elementi che coinvolgeranno nei rispettivi ruoli i dipartimenti di prevenzione, gli istituti comunitari e scolastici e l’ambito delle cure primarie - afferma Chiamenti -. Bisogna sottolineare che nella rivisitazione applicativa ed organizzativa del sistema deve essere valorizzato il ruolo propositivo, attivo e di rete del Pediatra di libera scelta in virtù del suo rapporto diretto e fiduciario con la famiglia e della sua capillarità territoriale. In tale contesto diventa quanto mai importante anche l'informazione e l'accompagnamento dei genitori nell'accettare e comprendere il significato delle nuove norme, la loro applicazione ed i doveri genitoriali conseguenti al decreto, soprattutto se e quando convertito in legge. Il pediatra di famiglia consapevole del significato profondo e dell'impatto, non solo emotivo, che provocheranno le misure obbligatorie introdotte è il professionista che più e meglio di altri potrà farsi carico del rapporto relazionale coi genitori ma anche con gli stessi bambini ed adolescenti, tanto più se diventerà soggetto erogatore diretto o tramite personale di studio della vaccinazione”. “Nel suo insieme tale compito non sarà semplice pur rientrando nel bagaglio formativo professionale, ma anche di attività svolta sul campo e in prima linea con la famiglia e i bambini dalla nascita alla fine dell'adolescenza per tutto l'ambito delle cure e del prendersi cura - conclude Chiamenti -. Confrontarsi, sostenere, comprendere, agire in termini di prevenzione e assistenza fa parte della quotidianità del Pediatra di famiglia e viene svolto nell'ambito del già citato rapporto fiduciario. In questa circostanza tutto questo diventa particolarmente attuale e da applicare e ci induce ad accettare con ottimismo la nuova sfida che si profila col Decreto. Siamo pronti a svolgere con efficacia il ruolo che questo comporta, soprattutto quando ci sarà la definitiva conversione in legge e se le Istituzioni vorranno cogliere la nostra disponibilità come del resto è già stato fatto in alcune realtà, in particolare nella Regione Toscana”.

Cari Colleghi,

 

vi comunico che il 9, 10 e 11 Giugno 2017 presso i Giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica si terrà l’evento TU EAT - L'appetito vien giocando che vi invito a diffondere ai genitori dei vostri pazienti. (Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.tueat.it )

 

L’evento, patrocinato anche dalla FIMP Nazionale, nasce dall’idea di creare un appuntamento dedicato alle famiglie e ai bambini e alla loro sensibilizzazione verso una corretta cultura dell’alimentazione, attraverso lo stare insieme, il gioco e l’intrattenimento.

Se, infatti, è sempre più diffusa la consapevolezza di quanto sia importante mangiare bene per prevenire il sovrappeso e l’obesità infantile, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione, tanto ancora si può fare – a partire dalla famiglia – per educare i futuri adulti alla formazione di abitudini alimentari sane.

 

A tal proposito anche la FIMP Roma farà la sua parte e verrà distribuito materiale divulgativo del nuovo portale www.ilpediatraonline.it .

Vi comunico che il sito - attivo da giugno 2016 - sta già divenendo uno dei punti di riferimento dove informarsi sulla salute e il benessere di bambini e famiglie e ha ricevuto più di 10.000 like sui social. In allegato troverete una locandina che vi invito a stampare e appendere nei vostri studi.

 

Nella 3 giorni di TuEAT si capirà bene il perché – portare in tavola gusto e salute è facile e divertente.

Basta scegliere alimenti di qualità, frutta e verdure di stagione, cotture corrette e… lasciarsi ispirare da fantasia e originalità.

 

Un caro saluto a tutti.

 

Teresa Rongai

Segretario FIMP Roma e provincia

Il Presidente Giampietro Chiamenti: “Il provvedimento potrà fermare la preoccupante ricomparsa di alcune malattie infettive.

 

Siamo pronti a dare il nostro aiuto e a favorire il dialogo con le famiglie”

 

Roma, 20 maggio 2017 – “La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) plaude il Governo per la decisione assunta col Decreto sull'obbligo vaccinale e si congratula col Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per la determinazione dimostrata nel perseguire un obiettivo di salute sociale di grande portata, con un indirizzo generale nazionale che uniforma le diversità regionali”. È quanto dichiara, all’indomani dei provvedimenti approvati da Palazzo Chigi, il presidente della FIMP dott. Giampietro Chiamenti. “È giusto aver sottolineato che la decisione assunta dall’Esecutivo è stata determinata dai preoccupanti segnali negativi che il calo dei tassi di copertura vaccinale nel Paese stavano dimostrando - sottolinea Chiamenti -. In Italia stiamo assistendo alla ricomparsa di malattie infettive che pensavamo superate e che negli ultimi mesi hanno occupato le corsie ospedaliere con esiti purtroppo a volte infausti. Il Pediatra di Famiglia, nella sua mission di salvaguardia della salute dei bambini e degli adolescenti, non può accettare il riemergere di rischi gravi ed evitabili con una semplice vaccinazione senza farsi partecipe del problema”. “Adesso si apre una nuova e delicata fase che comporterà la necessità di modernizzare il sistema, ridisegnare la rete organizzativa, prevedere una modalità nuova di offerta vaccinale che garantisca una maggiore facilità di accesso ai cittadini e favorire la più ampia comunicazione alle famiglie - aggiunge il presidente FIMP -. Noi pediatri di famiglia ci mettiamo a disposizione del Sistema Sanitario Nazionale per l’esecuzione delle vaccinazioni previste dal Calendario. L’obiettivo finale è raggiungere rapidamente un'inversione di tendenza delle coperture vaccinali. Grazie all’ambito fiduciario all’interno del quale si svolge il quotidiano rapporto con le famiglie e alla facilità di accesso dei nostri studi noi pediatri possiamo favorire le immunizzazione ed evitare a giovani e genitori inutili liste di attesa. Gli strumenti ci sono ma va ripensato il coinvolgimento di tutti gli operatori con ruoli e compiti ben definiti nell'ambito di una diversa organizzazione”. “In particolare è necessario arrivare al rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale fermo nelle trattative  in attesa di definire un nuovo Atto di Indirizzo che sappia cogliere le istanze maturate negli ultimi mesi sia nelle trattative in corso che derivanti dalle diverse novità legislative intercorse, non ultimo questo Decreto, come da tempo stiamo richiedendo al Comitato di Settore della Conferenza delle Regioni. Noi - conclude il dott. Chiamenti - siamo pronti a fare la nostra parte e vogliamo supportare sia il servizio sanitario nazionale, vaccinando i nostri assistiti, sia le famiglie. Possiamo aiutarle a prendere coscienza che la pratica vaccinale va perseguita per convinzione e non per costrizione”.

 

 

A tutti gli iscritti

FIMP Roma e provincia

LORO SEDI

 

Cari Colleghi,

 

si è tenuta ieri, Giovedì 4 maggio 2017 dalle ore 10.00 alle ore 16.00 presso l’Auditorium Biagio D’Alba del Ministero della Salute (Viale Giorgio Ribotta, 5)

il Convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute

 

“Dieci anni di OKkio alla SALUTE: i risultati della V raccolta dati e le sfide future”

 

 

 

Per la FIMP Roma, oltre me, hanno partecipato il Dr. Giuseppe Olivero, la Dr.ssa Anna Maria Montano, la Dr.ssa Donatella Morano,

la Dr.ssa Serenella Castronuovo, il Dr. Stefano Monti .

 

Dal 2007 ad oggi sono state effettuate cinque rilevazioni grazie alle quali è stato possibile raccogliere informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria,

sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche che favoriscono la sana nutrizione e il movimento.

Nel corso degli anni il fenomeno è diminuito (dal 35,2% nel 2008-9 a 30,6% nel 206), anche se si osserva un leggero aumento,

non statisticamente significativo, del sovrappeso nell’ultima rilevazione rispetto al 2014;

l’obesità, invece, ha continuato il trend in discesa, registrando una diminuzione in tutte le Regioni.

 

È importante che noi Pediatri di Famiglia continuiamo a concentrarci su 4 punti fondamentali per migliorare ancora di più questi risultati:

-         Le cattive abitudini alimentari;

-         L’attività fisica e la sedentarietà;

-         La percezione del fenomeno da parte dei genitori;

-         Il ruolo chiave della scuola.

 

Vi invito, per questo, alla lettura della Sintesi dei risultati del 2016 che troverete in allegato.

Sperando di avervi fatto cosa gradita, auguro a tutti buon fine settimana.

 

Teresa Rongai

Segretario FIMP Roma e provincia

 

 

Alla presenza del Presidente Nicola Zingaretti, dell’Assessore alle Politiche  Sociali Rita Visini, del Presidente Rodolfo Lena e del Direttore della Direzione Salute e Politiche Sociali Vincenzo Panella oggi presso la Sala Tirreno della sede della Regione Lazio è stato presentato il nuovo Piano Sociale Regionale per il triennio 2017 -2019.

 

Si tratta di uno strumento importante per rafforzare ancora di più l’impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. A disposizione del Piano ci saranno le risorse del Fondo sociale regionale, costituito da risorse statali (Fondo nazionale per le politiche sociali e altri fondi nazionali finalizzati), risorse regionali e fondi europei. Gli investimenti complessivi per questo triennio ammontano a circa 583 milioni di euro.

 

Nel suo intervento il Presidente Lena ha ricordato il lungo lavoro della Commissione che ha portato all’approvazione in aula della Legge 11/2016 “Sistema integrato degli Interventi   e dei Servizi Sociali della Regione Lazio” ed ha soprattutto auspicato che, analogamente a quello che si sta facendo in campo sanitario, anche per il sociale sia messa in atto una politica di assunzioni del personale così da garantire realmente nelle ASL, nei Distretti ed in tutto il territorio regionale un reale funzionamento dei servizi sociali integrati, dove necessario, con quelli sanitari.

Inoltre ha chiesto alla Giunta un impegno a garantire e programmare  i finanziamenti almeno di triennio in triennio, e ove possibile le relative assunzioni e stabilizzazioni del personale, così da assicurare una migliore presa in carico dei pazienti ed una migliore garanzia del servizio erogato da parte degli operatori.

Otto obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale:

  1. più investimenti per contrastare la povertà, attraverso misure integrative del reddito di inclusione da poco approvato dal Parlamento;
  2. reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, migliorando il lavoro tra i soggetti che hanno responsabilità socio-assistenziali, compresi i destinatari degli interventi e le loro famiglie;
  3. potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, per ridurre l’isolamento e la solitudine delle persone a maggior rischio di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone anziane e con disabilità;
  4. qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, per assicurare servizi di qualità in tutti i territori in modo omogeneo in tutto il Lazio, diminuendo le incertezze in merito al diritto alle prestazioni sociali e sociosanitarie;
  5. punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutte e a tutti, e consentire di accedere più facilmente ai servizi sociali, soprattutto per le persone più esposte al rischio di emarginazione sociale, attraverso l’integrazione dei sistemi di welfare;
  6. favorire l’autonomia personale, evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica e aumentando l’appropriatezza, la qualità e l’efficacia degli interventi, in una logica di welfare generativo mediante l’adozione di misure che aiutino le persone evitino ogni forma di dipendenza assistenzialistica;
  7. maggiore programmazione e valutazione dei servizi, permigliorare l’efficienza del sistema mediante l’adozione di metodi rigorosi;
  8. più trasparenza e dati affidabili per incrementare la disponibilità e l’utilizzo di informazioni tempestive che consentano una buona programmazione e gestione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

Ricadute concrete su tutte le tipologie di servizi. In particolare saranno potenziati: i servizi per le persone anziane, in particolare quelli di semiresidenzialità e di assistenza domiciliare, grazie all’utilizzo del Fondo sociale europeo; sono previsti investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità, ed evitare situazioni di isolamento ed emarginazione, con il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari; sarà predisposto un Piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di supportare maggiormente le famiglie affidatarie e adottive attraverso la rete dei Centri famiglia regionali, in corso di istituzione.

E poi tanti interventi di promozione delle nuove generazioni: co-housing per studenti e lavoratori fuorisede, orientamento e inclusione lavorativa, servizio civile, contrasto alla dispersione scolastica e alle devianze; proseguirà il rafforzamento della rete di contrasto alla violenza di genere, già avviata con il raddoppio delle strutture di accoglienza realizzato negli ultimi anni.

Inoltre verranno garantite nuove modalità di coprogettazione e partecipazione alla gestione dei servizi sociali tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, in un’ottica di maggiore trasparenza, e saranno supportate forme di programmazione partecipata e di coinvolgimento degli utenti dei servizi.

 

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